Queste elettromotrici, costruite all'inizio degli anni
'30 per il servizio sulla linea Milano-Varese-Porto Ceresio, erano suddivise
in due serie: una era composta da elettromotrici di sola prima classe e
un'altra di prima e terza classe. Originariamente erano attrezzate per
essere alimentate a terza rotaia a 650V c.c., per mezzo di pattini montati
sui carrelli.
La classificazione iniziale fu quella di E.600 per le
elettromotrici di prima e terza classe e di E.100 per quelle di sola prima
classe
Negli anni '50, la linea Milano-Porto Ceresio fu elettrificata
a 3000V c.c., analogamente alla maggior parte della rete ferroviaria e
le elettromotrici, divenute inutilizzabili, furono radicalmente trasformate
per poter essere impiegate. Nella trasformazione furono in gran parte utilizzati
componenti elettrici delle elettromotrici ALe 883. Si decise inoltre di
motorizzare alcune rimorchiate pilota. La EACz 623.629 proviene dalla motorizzazione
di una rimorchiata pilota.
Nello stesso periodo alcune vetture "Corbellini"
a carrelli furono attrezzate per poter entrare in composizione ai treni
formati da queste elettromotrici.
In seguito all'abolizione della III classe, dal 1956,
la classificazione di questi rotabili passò da "EACz" a "EABz" per
le motrici e da "eCz" a "eBz" per le rimorchiate pilota.
Dagli anni '60 la classificazione venne semplificata,
e le "Varesine" assunsero la denominazione di E.623.100 (di sola I classe)
ed E.623.600 (di prima e seconda). Le rimorchiate pilota vennero classificate
"pBz 623.300"
Con la trasformazione a 3000V, il raggio d'azione di
questi rotabili si estese a praticamente tutte le linee del nodo di Milano:
Milano-Porto Ceresio, Milano-Domodossola, Milano-Luino, Milano-Mortara-Alessandria,
Milano-Novara-Mortara, Novara-Luino, Novara-Arona, Alessandria-Voghera-Piacenza,
Seregno-Carnate, prevalentemente con treni locali.
Le E.623 sono state sempre assegnate al Deposito di Milano
S.Rocco e le medie e grandi riparazioni si effettuavano presso le OGR di
Gallarate.
Il declino inizia a partire dalla seconda metà
degli anni '70, in seguito all'immissione in servizio di rotabili più
moderni.
L'ultimo servizio delle E.623.612 e 629 è stata
l'effettuazione della "corsetta" per il personale FS da Milano Smistamento
a Milano Greco nel 1987, mentre l'ultimo impiego in assoluto di una E.623
è stato quello della 618,
utilizzata fino al 1992 dalle Officine di Gallarate come "chioccia" per
le elettromotrici che uscivano dalla revisione.
Alcune E.623 sono state vendute alla LFI di Arezzo, dove
sono tuttora impiegate, sulla linea Sinalunga-Arezzo-Stia.
Nel 1987 la E.623.106 è stata restaurata per essere
esposta al Museo Ferroviario di Pietrarsa (Na), nella versione originale
verde con i pattini per la captazione della corrente dalla terza rotaia.
Sempre nel 1987, la E.623.621 e la rimorchiata pBz 623.327
sono state restaurate in ordine di marcia per essere impiegate nel servizio
fra Napoli C. e il Museo, servizio che non è mai stato effettuato.
A causa della presenza di amianto, i due rotabili sono
stati definitivamente accantonati nel 1995.
Nel 1998 da parte FS, è emersa la volontà
di avere un convoglio di "Varesine" funzionante, per treni d'epoca e a
tale scopo i due rotabili di Napoli sono stati inviati presso un'officina
per la scoibentazione e successivamente inviati a Milano. Purtroppo, durante
i lavori di scoibentazione, la E.623.621 subiva gravi danni all'impianto
elettrico, tali da rendere impossibile il suo recupero, mentre la rimorchiata,
che aveva pochissimo amianto, era rimasta pressochè intatta.
E' stato allora deciso di riparare le E.623.612 e 629,
ultime due superstiti, che si trovavano presso un'officina privata in attesa
di essere demolite. La stessa officina è stata incaricata di procedere
alla bonifica e al restauro nello stato in cui si trovavano negli anni
'50.
La rimorchiata è tuttora in attesa di restauro.
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